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Ivano Fanini risponde ai tanti che richiedono spiegazioni sui fatti di doping riguardanti l’attuale capo della fed. Danese e dei mondiali, Jesper Worre.


Ultimamente si è scritto molto sui giornali del rapporto che ti lega a Jesper Worre. Ci vuoi chiarire le cose?

Jesper Worre, definito da tanti il mio preferito, è stato il mio primo corridore danese. Mi fu consigliato da Ole Ritter e devo dire che mi dette grandi soddisfazioni nei primi anni ’80 con numerose vittorie, tra cui quella in foto, dove potete vedere come vinceva da dilettante e con quale entusiasmo lo seguivo dall’ammiraglia.
Nel 1983, non avendo ancora allestito la mia prima squadra di professionisti, ed essendo lui già pronto per la massima categoria, lo lanciai nella Sammontana, grazie alla collaborazione dell’amico Valdemaro Bartolozzi.
Nonostante la separazione, da allora siamo sempre stati vicini, al punto che nel 1992 volle terminare la carriera da prof nel mio team Amore & Vita e da allora iniziò a lavorare contro il doping.


Ma veniamo alla questione più delicata. Si è parlato del coinvolgimento di Worre in un caso di doping quando correva. Cosa ci puoi dire in merito?

Worre ma anche Rolf Sorensen, Rijs, Pedersen, Veggerby, Lilhot, Petersen, Bo Larsen, e tutti gli altri danesi che venivano nelle mie squadre, arrivavano sicuramente puliti e perfino ingenui in ambito doping. In Italia poi, non so quello che hanno potuto imparare o fare negli anni successivi
Quando Worre correva con il mio team non ha mai avuto problemi ma come ho sempre detto, a quei tempi non facevo caso a questo problema perché non avevo alcuna cultura e consapevolezza dei rischi, della gravità e dei problemi per la salute che si correvano assumendo certe sostanze. Ciò significa che se lui si fosse dopato anche quando vestiva la mia maglia non posso saperlo. Diciamo che con le mie squadre non fu mai beccato quindi bisogna dargli la presunzione di innocenza. Quando correva con noi, abbiamo sempre cercato di dargli buoni insegnamenti ma se avesse assunto qualche farmaco dopante, lo avrebbe fatto lontano dai ns. occhi.
A quei tempi andava di moda farsi seguire da medici preparatori. Era un vanto per un team e per i corridori e essere seguiti dal luminare di turno e così anch’io lanciai con le mie squadre Cecchini, Tarsi, Guardascione, Stinchetti, ed ho avuto anche Falai che sono da tempo tutti famosi. Perfino l’attuale presidente FCI, Di Rocco, allora segretario generale della federazione, si faceva finanziare dal CONI per mantenere Conconi e C. per vincere quante più medaglie possibili.
Anch’io ho fatto tanti sbagli all’epoca, prima come corridore, come ds e poi come Presidente, ma quello che conta è rendersene conto e cambiare radicalmente strada, uscendo dall’omertà.


Comunque Worre si è lasciato alle spalle questo episodio ed oggi è un dirigente di successo. Come si rapporta al problema doping?

Worre è a capo della federazione danese, degli imminenti mondiali su strada e l’anno prossimo ha voluto ed ottenuto che il Giro d’Italia parta dalla sua Danimarca. Forse molti ne sono gelosi e per questo sparlano. Da tempo prende forti posizioni contro il doping per chi continua a barare, come il recente caso di Alex Rasmussen che non farà parte della nazionale ai mondiali di casa e del suo più famoso omonimo Michael che stava vincendo il Tour de France 2007 ma fu bloccato dalla Rabobank e da Worre, e per questo non posso che elogiarlo, come faccio da anni.


Ma allora è il tuo pupillo danese?

Nelle mie squadre sono passati decine di campioni danesi con i quali abbiamo vinto tanto ma se lo volete sapere, il mio pupillo rimarrà sempre Rolf Sorensen da cui ho avuto le più belle soddisfazioni. Quando l’ho preso aveva appena 15 anni ed a soli 20 anni vinceva la Tirreno Adriatico davanti a Moser in maglia Remac Fanini. Sono particolarmente legato a lui ma anche a tutta la sua famiglia ormai da 30 anni.
Con Worre ho un grande rapporto di amicizia e stima reciproca (ci vedremo venerdì ai mondiali dove seguirò il mio velocista Metlushenko e tiferò anche Bennati), ci sono ricordi indimenticabili e visto che è così bravo come dirigente, chissà, magari un giorno, tornerà a collaborare con me, alla guida della mia squadra, tanto più da ora in poi, perché il neo eletto capo del governo potrebbe attuare dei tagli ai fondi destinati allo sviluppo di questo sport. Infatti il suo predecessore Lars Lokke Rasmussen era un grande appassionato di ciclismo e pensate che 15 giorni fa l’ho seguito in auto mentre in bici percorreva vestito da corsa, il circuito mondiale in compagnia di Rolf Sorensen.

English version

Ivano Fanini answers to the many people who require explanation about doping accuse to the current representative of the Danish Federation and 2011 world championships, Jesper Worre.

Recently, newspapers wrote about your relationship with Jesper Worre. Could you clear this matter?

Jesper Worre, defined by many my favorite athlete, was my first Danish rider.
Ole Ritter advised him to me and I must admit, he gave me great satisfactions in the early '80s with numerous victories, including the one in the picture, where you can see how he won as amateur and how enthusiastically I followed him from the team car.
In 1983 I didn’t yet set up my first professional team, and considering that he was ready for the highest category, I put him in Sammontana who at that time was one of the major professional team, thanks to the assistance of my friend Valdemaro Bartolozzi.
Despite of separation, we have always been so close to each other  that in 1992 he wanted to finish his professional career in my team Amore & Vita and he started to work against doping.

Now let’s talk about the doping matter. Worre was involved in doping case when he raced. What could you tell about it?

Worre, but also Rolf Sorensen, Rijs, Pedersen, Veggerby, Lilhot, Petersen, Bo Larsen and all other danish who came in my team were absolutely clean and even naive about doping. Then, in Italy, in the following years, I do not know what they could have learned or do.
When Worre ran with my team, he never had a problem but - as I always said - at that time it wasn’t an important issue for me because I had no learning and awareness of the risks, and severity of health problems by taking certain substances. This means that if he was doped when he was wearing my jersey, I cannot know. Let's say that in my teams he was never caught so you have to give him the presumption of innocence. When he race with us, we always tried to give him good teaching but if he had taken any drugs, he should did away from our eyes.
In those period it was fashionable to be followed by sport trainer doctors. It was a credit for a team and for riders, to be followed by a one of them and so I discovered with my teams, Cecchini, Tarsi, Guardascione, Stinchetti, (I had Falai too) but also many others that are all famous. Even the current president of FCI, Di Rocco, at that time general secretary of the federation, was funded by the Olympic Committee to keep Conconi and Co. to win as many medals as possible.
At the time I have also made many mistakes, but the important is to realize it and change road radically, avoiding conspiratorial behaviour.

However Worre leaved back behind this matter and today is an officer of great success. How does he relate to doping matter in cycling?

He’s the chief of Danish federation and of the upcoming world road championships and next year he wanted and got the start of the Giro from Denmark. Perhaps many are jealous and then spread rumors. Worre also from long time took strong positions against doping for those who continue to cheat, such as the recent case of Alex Rasmussen who will not be part of the national team to the Worlds’ and his namesake and more famous Michael who was winning the Tour de France 2007 but he was stopped by Rabobank and Worre, and for this I can only praise him, as I have been do for many years.

Recently many said and wrote that Worre is your Danish pupil. Is it true?

In my teams have passed dozens of Danish champions with whom we have won a lot but Rolf Sorensen will be forever my favorite at all, from who we had the best satisfaction in the cycling. When I recruited him he was only 15 years old, and five years later, when he was 20, he won the Tirreno-Adriatico in front of Moser wearing Fanini Remac Jersey. I am particularly close to him and his family for the past 30 years.
With Worre, I have a great friendship and mutual esteem, (I’ll meet him next Friday at worlds where I’ll follow my sprinter Metlushenko and I’ll cheer Bennati) there are unforgettable memories and he shows the he’s such a good manager, who knows, maybe one day, he returns to work with me, driving my team, more from now on, because the newly elected head of government, not a lover of cycling could implement the cut off funding for the development of the sport. In fact, his predecessor, Lars Lokke Rasmussen is cycling big fan and 15 days ago, I followed him by car, when he rode, in race clothes, worlds circuit with Rolf Sorensen.

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